Agenda 2030: le cinque innovazioni che ci cambieranno la vita

Il robot sviluppato da IIT, Genova

Greg Satell ci propone il mondo 2030 nel quale sarà rivoluzionata la nostra vita "fisica" perchè le tecnologie, abilitate dalla digitalizzazione, agiranno sul mondo fisico…sinora hanno agito soprattutto sul mondo dell'informazione ed Internet ne è la dimostrazione: nel 2001 solo il 5% della popolazione mondiale lo usava, mentre oggi ha raggiunto il 50%, con punte del 90% e oltre in alcuni Paesi del Nord Europa (dati novembre 2015) ed Usa (87,4%). Fonte: http://www.internetworldstats.com/stats.htm

Qui il suo articolo in inglese

Quali sono queste 5 innovazioni?

  1. Le due nuove architetture dei computer: computer quantistici, milioni di volte più potenti degli attuali; computer neuromorfici, strutturati come il cervello umano
  2. Le due nuove frontiere della GENOMICA: terapie contro il cancro basate sul sistema immunitario, in grado di colpire le singole celle tumorali; l'editor genomico CRISPR, capace di generare una sequenza genica per inserirla in un DNA di un essere vivente (es. un microbo) e farlo funzionare per produrre un farmaco; 
  3. nanotecnologie: creazione di materiali con caratteristiche disegnate a tavolino, vedasi il grafene; nanorobots, per una medicina "nanoscopica" che possano agire all'interno del corpo umano; 
  4. Batterie per l'energia: cinque volte più potenti delle attuali batterie al litio (inventate nel 1970) e meno costose, sino ad un quinto del costo attuale; l'auto elettrica sarà davvero competitiva e i motori elettrici sostituiranno i motori termici;
  5. Robots: avvio della commercializzazione su larga scala di robots per aiutarci nella vita di tutti i giorni; robots che parleranno in linguaggio naturale con noi (vedi anche mio blog su "chatbot") perchè saremo riusciti a far confluire discipline e consocenze diverse, come la linguistica, l'intelligenza artificiale, le nuove architetture neuromorfiche dei chip di elaborazione.

Botchat: iniziamo a conversare con le macchine digitali?

La parola magica "botchat" è già emersa in USA e dal 24 giugno 2016, appare anche in Italia grazie a Giorgio Robino, al suo lavoro di designer e softwarista di chat bot…ma che cosa significa chat bot? Uso le parole di Giorgio: " “Un chatbot è qualsiasi software che dialoga in linguaggio naturale”. Potete approfondire leggendo il suo articolo  qui e accedere alle slide proiettate nel convegno del 24 giugno, attraverso il servizio di slideshare a questo indirizzo: http://www.slideshare.net/convcomp2016/presentations

Potete anche guardare lo streaming del convegno qui: 

 – mattino: https://www.youtube.com/watch?v=YtXwry-yojI

 – pomeriggio: https://www.youtube.com/watch?v=LGjyclQA8Go

I chatbot sono apparsi nel mondo degli smart phone con l'applicazione SIRI di Apple, ma il loro sviluppo ha radici più indietro nel tempo. Oggi l'area che sembra di maggiore sviluppo è quella commerciale, ove il contesto è abbastanza ben definito ed è semplice. Le possibilità applicative sono infinite. Ma non dobbiamo sottovalutarne la complessità. I chatbot mettono in priorità il LINGUAGGIO come interfaccia primaria  e prioritaria nella comunicazione tra umani e macchine digitali. Il linguaggio è sinonimo di intelligenza e lo sanno bene gli psicologi cognitivi. Quando affrontiamo l'interfaccia con le macchine appaiono le sfide come ad esempio: 

  • la comprensione del linguaggio naturale, ossia l'estrazione dei significati, che quasi sempre devono essere contestualizzati; 
  • il riconoscimento della voce umana da parte delle macchine digitali, campo nel quale i progressi sono stati straordinari, ma ancora con alcuni problemi; 
  • la preparazione di risposte pertinenti alle domande che in alcuni contesti, come nel caso della compravendita, sono semplificati per la natura stessa della conversazione, che è finalizzata. 

Auguri quindi ai tecnologi, ma anche a designer di software, a scrittori, a sceneggiatori, a narratori che vorranno cimentarsi in questo settore applicativo che chiede a gran voce soluzioni a problemi piccoli ma diffusi. C'è anche una massa di persone poco "digitali" che attende con grandi speranze queste nuove applicazioni di dialogo con le macchine digitali!

La bicicletta produce sviluppo sostenibile: pedalare per …credere !

A Desenzano sul Garda si poteva vedere, in una strada che scendeva verso il Lago, questa bicicletta…che era davvero "green" !!!

Ho scelto questa immagine per introdurvi al Convegno “Scienza e bicicletta: le nuove frontiere di una passione”, organizzato da FIAB, l'associazione italiana amici della bicicletta, e coordinato da Marco Benedetti. In questa mezza giornata diversi relatori, di provenienza business e ricerca, hanno dato un quadro molto promettente della bicicletta e ci hanno raccontato la bicicletta e la sua relazione con la scienza, l’ambiente e la salute, distribuendo a piene mani ispirazioni e idee per renderci un po’ più felici e consapevoli … su due ruote.

Potete leggere un documento che ho scritto per raccontare quanto ho visto ed ascoltato: è pubblicato qui nel web di SOSLOG, l'associazione italiana per la Logistica.

In sintesi vorrei dirvi che ho capito cinque cose durante il Convegno:

  • in Italia ci sono 8-10 milioni di “sportivi”, potenziali utenti di servizi … se ci fossero i servizi! c'è uno spazio enorme per creare valore per chi pratica un'attività "sportiva", anche in forma "amatoriale". Questi servizi rinforzerebbero corretti comportamenti alimentari, creerebbero valore turistico, migliorerebbero la salute. Ce lo ha raccontato Andrea Balestrieri, un imprenditore, che organizza i servizi per le principali manifestazioni dei ciclisti e dei maratoneti in Italia, cioè 1.000 eventi con oltre 500.000 partecipanti. Gli “agonisti” sono molti meno; nel caso della bicicletta sono circa 60.000 e i ciclo-turisti… milioni!
  • l'Italia è ancora oggi leader mondiale dell'innovazione del prodotto bicicletta. Ce lo ha raccontato Roberto Cingolani, direttore di IIT (Istituto italiano di Tecnologia di Genova), uno dei massimi esperti mondiali di nanotecnologie e grande appassionato di bicicletta, anche “estrema” con la sua mountain bike. COLNAGO è una delle aziende italiane leader;
  • una bicicletta “tecnologica” ai massimi livelli può costare oltre 10.000 euro ed esprime una cinquantina di brevetti; alcuni di questi, quelli più recenti sono basati sul grafene, un elemento nanotech; 
  • bicicletta e ambiente sono un'alleanza forte e indissolubileSu questo tema Alessandra Pugnetti, CNR, ha ricordato a tutti che per osservare un ambiente si deve procedere con LENTEZZA: ecco perchè emergono i percorsi, a piedi ed in bicicletta, nelle oasi ecologiche che il mondo della Ricerca ha selezionato in tutto il mondo, oltre 400 in Europa e 80 in Italia. Questi fanno parte dell’ampio e duraturo programma LTER (http://www.lteritalia.it/it/cammini) che ha coinvolto scienziati e cittadini; quest’anno verrà organizzato il viaggio TERRAMARE, 500 chilometri, 1-6 luglio, da Mantova a Venezia, con l’uso intermodale di mezzi diversi: bicicletta, barca, autobus, treno. Si faranno raccolta di dati scientifici, lezioni di ecologia, osservazioni degli eco-sistemi: una esperienza straordinaria tra scienza e natura.(vedi immagine più avanti); 
  • la bicicletta promuove la salute. Da Copenhagen ce ne ha parlato Francesca Racioppi che lavora per la OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Ci ha detto che le organizzazioni internazionali, come OCSE e Unione Europea, e le Università, come Cambridge, stanno studiando la relazione tra l’uso della bicicletta e la salute con risultati sorprendenti ed anche controintuitivi come:​
    • riduzione di 100.000 morti premature/anno in Europa se tutte le persone con età 20-74 anni aumentassero l’uso giornaliero della bicicletta di soli 15 minuti;
    • vantaggi per la salute se andassimo in bici anche in ambienti urbani inquinati.

​L'ultimo messaggio che abbiamo ascoltato è la proposta di Caterpillar, la trasmissione radiofonica, di assegnare il premio NOBEL alla …. BICICLETTA, perchè è un mezzo “democratico” e sostenibile!

Ecco il manifesto di Terramare:

e il testimonial della bicicletta … Albert Einstein:

 

 

 

 

Droni: mission impossible, il drone corazzato

I droni affrontano le sfide. Si può esplorare un crepaccio in un ghiacciaio e per proteggere il drone lo si "corazza". 

Volete sapere com’è fatto l’interno di un ghiacciaio? Solo qualche decennio fa sarebbe stato complicato e avrebbe comportato missioni, spesso pericolose, da parte di speleologi esperti. Oggi, invece, è possibile grazie a un drone, il Flyability’s Gimball, specializzato in questo tipo di riprese. Creato da una startup svizzera, è rivestito da una sorta di esoscheletro sferico che lo protegge da urti esterni. 

Vedi qui i dettagli.

Digitalizzazione e “sharing economy” sono i motori dell’innovazione radicale

Viviamo in un periodo storico di innovazione "disruptive" che cambia i modelli di business delle aziende. Quali sono le motivazioni profonde di questo fenomeno planetario ? Quali sono i "motori" che alimentano questo cambiamento? Una risposta, cioè una interpretazione, arriva da Torben Rick e questa infografica spiega quali siano i fattori in gioco e cioè:

  • digitalizzazione di prodotti, processi, modelli di business; 
  • sharing economy: cambia lo stile di consumo, soprattutto per i servizi: i casi di UBER ed AIRBNB dicono che sta cambiando rapidamente e profondamente la propensione dei consumatori a favore della condivisione delle risorse, come nel caso dei TRASPORTI e dell'ALLOGGIAMENTO quando si viaggia per turismo o per lavoro.

Infographic: Don’t underestimate the potential of digital disruption

Infographic: Don’t underestimate the potential of digital disruption - Torben Rick

Nell'infografica vengono citati quattro settori economici in profonda e radicale trasformazione:

  1. apparati di elaborazione personale: vince il tablet/smart phone e scompaiono i PC desk top; 
  2. editoria dei libri: dal cartaceo all'e-book; 
  3. diffusione televisiva: dalla tv digitale alla fruizione in rete dei contenuti; 
  4. prestiti: dalle Banche ai prestiti "peer to peer", eliminando l'intermediazione bancaria.

Open Salute: la cura

E' possibile trovare "una cura" in rete ? La storia di Salvatore Iaconesi dice  SI' ! E ' lui stesso a racontarla in TED:

Salvatore ha creato un web, qui, dove racconta la sua storia: la ricerca di un aiuto in rete per la sua grave malattia, un cancro al cervello. Salvatore ha usato la rete ed ha avuto il coraggio di rendere "open data" i dati sensibili della sua malattia, e cioè i referti, le risonanze magnetiche del suo cervello, le sue esigenze anche psicologiche.

Quando diciamo "open data" vogliamo di solito parlare di dati pubblici che la PA raccoglie e che potrebbe rendere disponibili. 

Qui Salvatore rende pubblici i suoi dati privati. 

Ora nel suo web "la cura" spiega, racconta e propone che il suo metodo, diventi una specie di "cura open source" a cui tutti possono accedere.

Ecco la presentazione del libro in questo video clip: 

 

Open Innovation per l’Italia: trovare talenti e innovazione nelle start-up

Open Innovation (O.I.) è nata nell'anno 2000 grazie a Lafley , presidente di Procter&Gamble; ha trovato il suo nome nel 2003, datogli da Henry Chesbrough; si è sviluppata attraverso una decina di Broker, soprattutto USA ed è approdato in Italia più o meno nel 2010 attraverso il Broker NineSigma e le iniziative di BancaIntesa San Paolo che ha lanciato le start-up come driver dell'open innovation.

Ho riassunto, forse anche troppo velocemente, la breve storia di O.I. perchè volevo arrivare al punto, alla domanda: che cosa significa oggi, in Italia, Open Innovation?

La risposta non è facile; ho analizzato una trentina di casi che avevano come promotori i soggetti più disparati: aziende, broker, Regioni, Fondazioni, imprenditori, manager, Università, mecenati, consulenti. Volevo scoprire se ci fosse un leit-motiv, un filo conduttore, una direzione. 

Il quadro che emerge è davvero variegato e complesso perchè OI sta trasformandosi velocemente e sta includendo diversi approcci e strumenti quali:

  • premi per "contest" sull'innovazione,
  • piattaforme per l'incontro tra domanda ed offerta d'innovazione,
  • scuole per allevare le start-up, denominate "incubatori" ed "acceleratori",
  • incontri con finanziatori tradizionali, quali business angel, venture capitalist; ma anche forme moderne come il crowd-funding; 
  • processi per far incontrare domanda ed offerta, organizzati da broker,
  • laboratori per facilitare la sperimentazione, 
  •  spazi di co-working e di scambio, 
  • inclusione dei vincitori di contest in spazi di ricerca e sviluppo di grandi aziende, 
  • scouting e successiva acquisizione di start-up da parte di grandi aziende.

Una ricerca di Accenture per l'associazione "G20 Young Entrepreneurs Alliance" ha identificato un "journey" di OI che il grafico qui sotto sintetizza:

Una iniziativa d'impresa che si chiama "Digital Magics" sta ora proponendo una "via italiana" all'O.I. che la sua AD, Layla Pavone sintetizza così:

"il 2016 sarà anche l'anno dell'Open Innovation perchè grazie anche alla possibilità d'integrare talenti e innovazione nelle aziende italiane, attraverso il contributo delle startup, credo potremo assistere ad un'accelerata dal punto di vista della produzione di nuovi prodotti e servizi che emergeranno a livello globale e che ci consentiranno di tornare ad essere leader indiscussi".

Guardate qui l'articolo.

Prima di trarre una conclusione è utile analizzare il "viaggio OI" proposto da Accenture:

1a fase (storica, dal 2010) CORPORATE VENTURES, sta declinando d'importanza.

OI significa che le grandi imprese comprano quote (o il 100%) di startup e di PMI con grandi potenziali di business e grande know-how tecnologico; così facendo riducono/bilanciano il rischio d'impresa; le piccole imprese traggono un beneficio essenziale, quello finanziario.

2a fase (attuale) INCUBATORI & ACCELERATORI, in crescita moderata.

OI significa che le grandi imprese o reti d'imprese ed università costruiscono degli incubatori ed acceleratori per formare gli imprenditori delle  startup; gli imprenditori sono consapevoli che devono far crescere le loro competenze manageriali e di business e quindi cercano ambienti di apprendimento favorevoli, anche per allineare le loro priorità con le esigenze reali delle grandi imprese e dei mercati. 

3a fase (attuale) INNOVAZIONE COLLABORATIVA, alto tasso di crescita. 

OI significa che grande impresa e start-up co-creano l'innovazione su scopi comuni. 

Gli imprenditori di startup e PMI sfruttano questa partnership con la grande impresa per trovare le opportunità di mercato, per tutelare e valorizzare i loro brevetti, per fare co-branding. 

4a fase (futuro) ECOSISTEMA DELL'INNOVAZIONE.

OI significa che è solo l'eco-sistema dell'innovazione che abilita le soluzioni per le grandi sfide. Una piattaforma digitale per la collaborazione estesa a tante aziende di varie dimensioni è assolutamente necessaria. 

Gli imprenditori di startup e PMI cercano programmi di collaborazione di lungo termine, condivisione di IP e soluzioni/competenze complementari. 

La mia conclusione è la seguente: accanto a forme sempre più sofisticate ed efficaci offerte dai Broker di OI (vedasi NineSigma, ad esempio: contest, piattaforme per innovatori, ecc.), si stanno aprendo nuove strade soprattutto per le startup, che in Italia sono un carattere distintivo e il cui numero sta crescendo esponenzialmente; le startup verranno sempre più viste dalla grande impresa come una opportunità di "soluzione" per:

  1. bilanciare il RISCHIO d'impresa, ossia investire il proprio capitale di rischio solo nelle tecnologie "core" ed affrontare la DIGITALIZZAZIONE dei propri prodotti e processi con investimenti limitati (acquisto di quote di partecipazione nelle startup) per poi decidere, con calma, se e  quanto investire nelle nuove tecnologie; 
  2. IN-SOURCING di competenze sulle nuove tecnologie, soprattutto digitali, attraverso le startup, quindi con limitati costi ed investimenti; oppure usando broker per accedere a grandi mercati di SOLUTORI; 
  3. COMUNICARE, attraverso il supporto alle startup, un ruolo moderno e aperto verso l'innovazione e la collaborazione tra "grande e piccoli".

Per le startup e le PMI si aprono buone opportunità:

  1. ALLINEARE i propri business plan alle esigenze del mercato e di grandi compratori/partner come le grandi imprese; 
  2. creare VOLUMI di ricavi più certi e su orizzonti di più lungo termine; 
  3. acquisire capitali di rischio di Terzi per garantire sviluppo aziendale.

 

L’auto nel nostro futuro 2030

Fiat 500 a metano:La kermesse Smart Mobility World è ospitata quest'anno dall'Autodromo di Monza, dal 29 al 30 ottobre.

Il messaggio che emerge dai workshop, dalle conferenze, dalle tavole rotonde, dagli stand è l'onda dell'innovazione radicale del settore automobilistico, abilitata dall'informatica e dalla "connettività". L'innovazione del veicolo e dei servizi collegati è guidata da tre "driver":

  • sostenibilità: riduzione/azzeramento delle emissioni nocive, a partire dalla CO2; la vettura elettrica, ancora ai primi passi tecnologici, era presenta nell'area test e in molte relazioni; 
  • connettività: l'auto è sempre più connessa, attraverso Internet, all'ambiente circostante; Internet delle cose e connessione veicolo-veicolo sono le novità tecnologiche; 
  • autonomia: la parola chiave è "driverless", tendenza che si sta esprimendo già oggi con nuovi supporti alla guida e che viene considerata dagli esperti di settore un trend inarrestabile, i cui effetti radicali si  vedranno dal 2030 al 2050.

Quando si dice "innovazioni radicali" si intravvedono effetti come questi che elenco:

  • nuova architettura del veicolo: da "motore centrica" e meccanica a "automazione centrica" ed elettronica; anche la forma  e gli spazi interni verranno ridisegnati; con la guida automatica, senza guidatore, l'auto potrà esprimere nuove funzionalità: ufficio mobile, socializzazione con altri automobilisti, sempre più "passeggeri"; 
  • migliore governance del traffico, attraverso monitoraggio dall'alto con droni e dirigibili; 
  • migliore sicurezza, attraverso la connessione V2V, ossia veicolo-veicolo, abilitata da trasmissione 5G dei segnali del veicolo;  

Gli innovatori hanno un compito: generare nuove metafore per il trasporto delle persone, generare nuovi servizi. Il campo è sterminato!

Sintetizzo qui di seguito le novità che ho catturato durante l'ascolto di due sessioni: la prima è intitolata NUOVE FRONTIERE TELEMATICHE E TECNOLOGICHE DEI VEICOLI CONNESSI; e la seconda MOBILITA' 4.0: UN'OPPORTUNITA' UNICA PER IL SISTEMA AUTOMOTIVE ITALIANO:

  1. Le nuove informazioni per il guidatore nelle vetture elettriche (caso Nissan, vettura LEAF, 200 km di autonomia):
    1.  stato di carica delle batterie che danno l'energia ai motori elettrici dell'auto; 
    2. gestione del climatizzatore, anche da remoto, via smart phone; 
    3. mappa stradale con indicazione delle colonnine di ricarica delle batterie; 
    4. "training" del guidatore per ottimizzare la guida, con lo scopo di ottenere il massimo chilometraggio possibile con una ricarica completa; 
  2. Qualche dato di performance delle vetture elettriche
    1. circa 25 KM con 1 kwh di energia; ossia 4 € per 100 chilometri, il doppio, in media, rispetto al motore termico; 
    2. piede pesante, piede leggero: una guida ottimale raddoppia il nume o di chilometri con un pieno di energia; 
    3. Nissan offre sulle vetture elettriche il "ranking" della tua guida rispetto a tutti gli utilizzatori del mondo che hanno il tuo modello di vettura; 
  3. Machine to machine
    1. con questo termine Vodafone offre servizi di monitoraggio e connettività tra la singola vettura ed un centro di controllo; 
      1. flotte di auto per car sharing
      2. flotte di camion; 
      3. servizi di bike sharing
  4. Connettività tra auto (V2V)
    1. Avviata dal 2017; 
    2. si appoggia sulla nuova rete 5G, che permette tempi di latenza di 1 millesimo di secondo; 
    3. un millisecondo è necessario per poter avviare un "pronto intervento" di sicurezza, ad esempio, per evitare uno scontro tra veicoli;
  5. Connettività tra auto ed ambiente (V2X)
    1. V2P: è, ad esempio, la connessione auto-pedoni per aumentare la sicurezza; 
    2. V2I è la connessione con Internet e Internet delle cose (IoT); l'auto si connetterà anche con le nuove infrastrutture per rendere possibile il driverless;
    3. si userà 5G, la cui velocità sarà 100 megabit/secondo; 
  6. Nuovi attori, nuova mappa del settore Automotive
    1. Cambierà la mappa dei costruttori nei prossimi 20 anni; TESLA è stimato il quinto produttore mondiale di veicoli; 
    2. i governi daranno incentivi per la trasformazione verso la vettura elettrica; il caso Norvegia apre questa nuova stagione di minori tasse/zero tasse per veicoli non inquinanti; 
    3. IoT diventerà una commodity
    4. nascerà "internet of behavior", che proporrà nuovi stili di consumo e di vita; 
    5. per i consumatori ci saranno vantaggi:
      1. migliore affidabilità dei servizi;
      2. riduzione del costo;
      3. nuovi servizi;
      4. nuovi stili di consumo
  7. Il futuro è già qui, oggi
    1. il traffico è monitorato in continuo (caso TOM TOM) e l'informazione può essere data ai guidatori; 
    2. ogni 2 minuti TOM TOM offre ai suoi clienti il traffico di prossimità aggiornato, permettendo percorsi alternativi, calcolati e presentati automaticamente; 
    3. la base informativa in Europa di TOM TOM è costituita da 500.000 apparati proprietari connessi e da alcune decine di milioni di dati di movimento forniti dalla rete GSM di VODAFONE; 
    4. TOM TOM offre sul dashboard  dei suoi apparati indicazioni per migliorare la sicurezza della guida ed i consumi; 
  8. Gestione del traffico con droni, palloni aerostatici, dirigibili
    1. oggi circolano 1 miliardo di veicoli; 
    2. droni e altri apparati volanti possono monitorare con continuità nodi di traffico, individuando, con riconoscimento automatico delle immagini, i veicoli, le loro traiettorie, distanze reciproche (rischi di collisione) e velocità; 
  9. La transizione verso la driverless car
    1. dal 2020 il 75% delle auto sarà dotata di sistemi di connettività V2X; 
    2. già oggi i sistemi di aiuto alla guida, denominati ADAS, sono molti e molto efficaci (distanze di sicurezza, guida con radar di controllo, parking automatico); 
    3. la connettività passerò dallo smart phone a sistemi "embedded" nelle auto; 
    4. si stanno sviluppando sistemi informativi "context aware"
  10. Radio digitale
    1. il luogo di maggior consumo è l'automobile; 
    2. il broadcasting costa pochissmo per punto di contatto; il broadband è costosissimo; le due tecnologie possono coesistere; 
    3. la RADIO è un media gratuito, non "premium"; 
    4. 80% delle autostrade italiane è coperto da radio digitali; 
    5. la radio digitale permette l'ascolto in galleria; 
    6. l'acronimo di radio digitale è DAB; è il futuro; la FM è come un "cibo scaduto"; 
  11. Il futuro dei droni
    1. il problema oggi più sentito è la sicurezza di chi sta a terra; 
    2. le leggi degli Stati stanno diventando sempre più restrittive per i droni; 
    3. ENAC sta preparando una regolamentazione che costringerà i droni alla installazione di un autopilota, come negli aeroplani; il costo aumenterà significativamente; 
    4. per affrontare le nuove regolamentazioni si svilupperanno droni sotto i 300 grammi di peso, che non avranno bisogno di autopilota; 
    5. oggi i droni sono "CIECHI" rispetto all'ambiente perché sono guidati a vista da un operatore (legge italiana) o da GPS; 
    6. si stanno sviluppando droni con occhi ed orecchie per una consapevolezza del contesto; 
    7. si stano sviluppando "stormi" di droni; 

Ora qualche informazione tratta dalla tavola rotonda Mobilità 4.0:

  1.  Tutti i costruttori stanno lavorando sulla connettività delle automobili, seguendo diversi filoni tecnologici, perché non è chiaro quale potrà essere la tecnologia vincente; 
  2. la principale fonte di ricavo sarà il SERVIZIO esterno; il Cliente NON vuole pagare l'infrastruttura interna di connettività; 
  3. il training del Cliente sull'uso ottimale delle auto con le nuove tecnologie (es. motore elettrico) è un fattore chiave di scelta del compratore e di fidelizzazione; 
  4. non ci sono ancora standard per l'auto del futuro driverless; 
  5. la quota di elettronica nell'auto, già oggi rilevante, aumneterà ancora nel periodo 2016-2020; 
  6. le esigenze dei veicoli commerciali ANTICIPANO le esigenze delle automobili (caso FEBUS ed HITV !); 
  7. il cambio di paradigma per l'auto è introdotto dalla CONNETTIVITA'
  8. la convenzione di Vienna impedisce oggi, dal punto di vista delle LEGGI, di passare alla vettura "driverless"; 
  9.  i trend tecnologici comporteranno: riduzione del peso del veicolo; aumento della sicurezza; aumento della sostenibilità; 
  10. aumenterà il numero di autodromi per gli appassionati della guida veloce, a causa delle pesanti limitazioni al traffico privato; è quello che sta succedendo in USA; 
  11. la complessità del veicolo è in aumento
  12. il "car sharing" modificherà l'architettura del veicolo verso modelli spartani; esempio: minore/nulla personalizzazione; 
  13. l'industria dell'AUTO è lenta, è resiliente; ci vorranno molti anni per cambiare modello di business; 
  14. ci sono spazi per l'innovazione incrementale, specie per la sicurezza; il caso AQUAPLANING è significativo: ad oggi non c'è ancora la soluzione tecnologica, anche se al Politecnico di Torino è stato sviluppato un prototipo innovativo che è il "tecnologi proof".

17 global goals per salvare la Terra: ognuno si può impegnare

Il 25 settembre 2015 l'ONU ha lanciato un programma "the global goals" per attivare tutta l'Umanità su 17 obiettivi per la salvezza del Pianeta Terra. Lo sapevate che…

Ognuno di noi è chiamato a fare un'azione positiva. Come ? "tell everyone…." guardate questa immagine:

Andate QUI e cliccate su una qualsiasi delle 17 icone per leggere i dati più rilevanti e leggere una storia che potete diffondere.

Droni e acciai speciali ed ecco un ponte nascere in pochi minuti….

Un demo molto interessante dove si vedono in azione tre droni, dei quadricotteri, che costruiscono una struttura in filo d'acciaio, che permette il transito di persone: un "ponte" di emergenza ma che permette la funzione del ponte…traghettare persone da un lato all'altro !

Vedi anche qui.

Il progetto è stato possibile grazie a due ricercatori italiani – Federico Augugliaro, esperto di robotica, e Raffaello D'Andrea- e da un gruppo di ricercatori del Politecnico federale di Zurigo.

Droni usati per costruire ponti, esperimento italo-elvetico

Il ponte – per la sua interezza – viene costruito in tutto e per tutto dai droni usando una fibra sintetica con una resistenza paragonabile a quella dell'acciaio, chiamata Dyneema, particolarmente adatta per i cavi da trazione. Non essendo troppo pesante, la corda in Dyneema può essere agevolmente collocata dai droni che, come si vede nel video dimostrativo, sono riusciti a praticare nodi ed intrecci ove necessario.

Droni usati per costruire ponti, esperimento italo-elvetico

Il ponte di corda, assicurano i ricercatori del Politecnico svizzero, può quindi poi essere utilizzato da parte di qualunque persona per spostarsi da un lato all'altro. Evidenti le possibili applicazioni pratiche: si pensi alle situazioni di emergenza in cui la costruzione di un ponte simile può aiutare a salvare vite.

 

Che cosa significa questo "technlogy proof"? Significa che si possono realizzare soluzioni inimmaginabili, anche solo 10 anni fa, perchè i ricercatori, gli scienziati e gli innovatori hanno capito che le conoscenze sono trasversali e che la collaborazione interdisciplinare porta a soluzioni radicali!