ROBOT: le sfide nei prossimi 10 anni

Alphabet, ossia Google, è proprietaria di Boston Dynamics che mostra in questo video che cosa sia capace di fare il suo robot "HANDLE": si muove a 9 km/ora, salta 1,5 metri in altezza, ha un'autonomia di una trentina di chilometri prima di ricaricare le batterie, scende le scale, si muove su terreno in terra ed erba, solleva carichi sino a 50 kg. 

I robots sono al centro dell'attenzione dell'economia e presto dela politica; Bill Gates propone di tassarli e di finanziare un "reddito di cittadinanza" o similare per contrastare ed equilibrare la perdita di posti di lavoro. 

Che cosa possiamo aspettarci? La mia personale opinione è che stiamo entrando in una finestra temporale di 10 anni durante la quale si porranno e si affronteranno questi cinque problemi, ma anche si otterranno grandi benefici:

  1. OCCUPAZIONE: aumento esponenziale di robots, fissi e mobili, nel manifatturiero con una riduzione dei fabbisogni di operai ed impiegati: crisi occupazionale internazionale, specie nel mondo occidentale industrializzato; riduzione dei fabbisogni di manopera a due cifre; 
  2. SPECIALIZZAZIONE: specializzazione industriale del settore "robot": apertura di mercati verticali per la salute, per la persona, per il turismo: sicurezza, servizi per anziani, servizi informativi e così via; 
  3. DRIVERLESS: appariranno i primi mercati specializzati per auto senza guidatore e un'automazione dei servizi forniti dall'auto tale da richiedere una rivisitazione radicale di componenti fondamentali dell'economia: responsabilità in caso di malfunzionamento e di incidenti stradali, innovazione tecnologica radicale delle comunicazioni tra veicoli e tra "umani" nelle aree urbanizzate e/o ad  alta intensità di mobilità; 
  4. REGOLAMENTAZIONE: riconoscimento, attraverso leggi, dello status del robot, includendovi la definizione e la condivisione di una "carta" delle responsabilità e una "carta" della sicurezza perchè l'intelligenza artificiale dei robot sarà sempre più interconnessa con l'intelligenza umana e le regoli sociali, sinora riguardanti solo gli esseri senzienti; 
  5. CYBER SECURITY: anche per i robot varrà l'Internet delle cose (IoT) e il controllo, manutenzione, guida saranno realizzati attraverso la rete; si pone dunque il problema della sicurezza per evitare che il controllo venga preso da persone/organizzazioni malevole.

Vedi anche questo video clip:

e questo articolo in rete.

Agenda 2030: le cinque innovazioni che ci cambieranno la vita

Il robot sviluppato da IIT, Genova

Greg Satell ci propone il mondo 2030 nel quale sarà rivoluzionata la nostra vita "fisica" perchè le tecnologie, abilitate dalla digitalizzazione, agiranno sul mondo fisico…sinora hanno agito soprattutto sul mondo dell'informazione ed Internet ne è la dimostrazione: nel 2001 solo il 5% della popolazione mondiale lo usava, mentre oggi ha raggiunto il 50%, con punte del 90% e oltre in alcuni Paesi del Nord Europa (dati novembre 2015) ed Usa (87,4%). Fonte: http://www.internetworldstats.com/stats.htm

Qui il suo articolo in inglese

Quali sono queste 5 innovazioni?

  1. Le due nuove architetture dei computer: computer quantistici, milioni di volte più potenti degli attuali; computer neuromorfici, strutturati come il cervello umano
  2. Le due nuove frontiere della GENOMICA: terapie contro il cancro basate sul sistema immunitario, in grado di colpire le singole celle tumorali; l'editor genomico CRISPR, capace di generare una sequenza genica per inserirla in un DNA di un essere vivente (es. un microbo) e farlo funzionare per produrre un farmaco; 
  3. nanotecnologie: creazione di materiali con caratteristiche disegnate a tavolino, vedasi il grafene; nanorobots, per una medicina "nanoscopica" che possano agire all'interno del corpo umano; 
  4. Batterie per l'energia: cinque volte più potenti delle attuali batterie al litio (inventate nel 1970) e meno costose, sino ad un quinto del costo attuale; l'auto elettrica sarà davvero competitiva e i motori elettrici sostituiranno i motori termici;
  5. Robots: avvio della commercializzazione su larga scala di robots per aiutarci nella vita di tutti i giorni; robots che parleranno in linguaggio naturale con noi (vedi anche mio blog su "chatbot") perchè saremo riusciti a far confluire discipline e consocenze diverse, come la linguistica, l'intelligenza artificiale, le nuove architetture neuromorfiche dei chip di elaborazione.

Digitalizzazione e “sharing economy” sono i motori dell’innovazione radicale

Viviamo in un periodo storico di innovazione "disruptive" che cambia i modelli di business delle aziende. Quali sono le motivazioni profonde di questo fenomeno planetario ? Quali sono i "motori" che alimentano questo cambiamento? Una risposta, cioè una interpretazione, arriva da Torben Rick e questa infografica spiega quali siano i fattori in gioco e cioè:

  • digitalizzazione di prodotti, processi, modelli di business; 
  • sharing economy: cambia lo stile di consumo, soprattutto per i servizi: i casi di UBER ed AIRBNB dicono che sta cambiando rapidamente e profondamente la propensione dei consumatori a favore della condivisione delle risorse, come nel caso dei TRASPORTI e dell'ALLOGGIAMENTO quando si viaggia per turismo o per lavoro.

Infographic: Don’t underestimate the potential of digital disruption

Infographic: Don’t underestimate the potential of digital disruption - Torben Rick

Nell'infografica vengono citati quattro settori economici in profonda e radicale trasformazione:

  1. apparati di elaborazione personale: vince il tablet/smart phone e scompaiono i PC desk top; 
  2. editoria dei libri: dal cartaceo all'e-book; 
  3. diffusione televisiva: dalla tv digitale alla fruizione in rete dei contenuti; 
  4. prestiti: dalle Banche ai prestiti "peer to peer", eliminando l'intermediazione bancaria.

L’auto nel nostro futuro 2030

Fiat 500 a metano:La kermesse Smart Mobility World è ospitata quest'anno dall'Autodromo di Monza, dal 29 al 30 ottobre.

Il messaggio che emerge dai workshop, dalle conferenze, dalle tavole rotonde, dagli stand è l'onda dell'innovazione radicale del settore automobilistico, abilitata dall'informatica e dalla "connettività". L'innovazione del veicolo e dei servizi collegati è guidata da tre "driver":

  • sostenibilità: riduzione/azzeramento delle emissioni nocive, a partire dalla CO2; la vettura elettrica, ancora ai primi passi tecnologici, era presenta nell'area test e in molte relazioni; 
  • connettività: l'auto è sempre più connessa, attraverso Internet, all'ambiente circostante; Internet delle cose e connessione veicolo-veicolo sono le novità tecnologiche; 
  • autonomia: la parola chiave è "driverless", tendenza che si sta esprimendo già oggi con nuovi supporti alla guida e che viene considerata dagli esperti di settore un trend inarrestabile, i cui effetti radicali si  vedranno dal 2030 al 2050.

Quando si dice "innovazioni radicali" si intravvedono effetti come questi che elenco:

  • nuova architettura del veicolo: da "motore centrica" e meccanica a "automazione centrica" ed elettronica; anche la forma  e gli spazi interni verranno ridisegnati; con la guida automatica, senza guidatore, l'auto potrà esprimere nuove funzionalità: ufficio mobile, socializzazione con altri automobilisti, sempre più "passeggeri"; 
  • migliore governance del traffico, attraverso monitoraggio dall'alto con droni e dirigibili; 
  • migliore sicurezza, attraverso la connessione V2V, ossia veicolo-veicolo, abilitata da trasmissione 5G dei segnali del veicolo;  

Gli innovatori hanno un compito: generare nuove metafore per il trasporto delle persone, generare nuovi servizi. Il campo è sterminato!

Sintetizzo qui di seguito le novità che ho catturato durante l'ascolto di due sessioni: la prima è intitolata NUOVE FRONTIERE TELEMATICHE E TECNOLOGICHE DEI VEICOLI CONNESSI; e la seconda MOBILITA' 4.0: UN'OPPORTUNITA' UNICA PER IL SISTEMA AUTOMOTIVE ITALIANO:

  1. Le nuove informazioni per il guidatore nelle vetture elettriche (caso Nissan, vettura LEAF, 200 km di autonomia):
    1.  stato di carica delle batterie che danno l'energia ai motori elettrici dell'auto; 
    2. gestione del climatizzatore, anche da remoto, via smart phone; 
    3. mappa stradale con indicazione delle colonnine di ricarica delle batterie; 
    4. "training" del guidatore per ottimizzare la guida, con lo scopo di ottenere il massimo chilometraggio possibile con una ricarica completa; 
  2. Qualche dato di performance delle vetture elettriche
    1. circa 25 KM con 1 kwh di energia; ossia 4 € per 100 chilometri, il doppio, in media, rispetto al motore termico; 
    2. piede pesante, piede leggero: una guida ottimale raddoppia il nume o di chilometri con un pieno di energia; 
    3. Nissan offre sulle vetture elettriche il "ranking" della tua guida rispetto a tutti gli utilizzatori del mondo che hanno il tuo modello di vettura; 
  3. Machine to machine
    1. con questo termine Vodafone offre servizi di monitoraggio e connettività tra la singola vettura ed un centro di controllo; 
      1. flotte di auto per car sharing
      2. flotte di camion; 
      3. servizi di bike sharing
  4. Connettività tra auto (V2V)
    1. Avviata dal 2017; 
    2. si appoggia sulla nuova rete 5G, che permette tempi di latenza di 1 millesimo di secondo; 
    3. un millisecondo è necessario per poter avviare un "pronto intervento" di sicurezza, ad esempio, per evitare uno scontro tra veicoli;
  5. Connettività tra auto ed ambiente (V2X)
    1. V2P: è, ad esempio, la connessione auto-pedoni per aumentare la sicurezza; 
    2. V2I è la connessione con Internet e Internet delle cose (IoT); l'auto si connetterà anche con le nuove infrastrutture per rendere possibile il driverless;
    3. si userà 5G, la cui velocità sarà 100 megabit/secondo; 
  6. Nuovi attori, nuova mappa del settore Automotive
    1. Cambierà la mappa dei costruttori nei prossimi 20 anni; TESLA è stimato il quinto produttore mondiale di veicoli; 
    2. i governi daranno incentivi per la trasformazione verso la vettura elettrica; il caso Norvegia apre questa nuova stagione di minori tasse/zero tasse per veicoli non inquinanti; 
    3. IoT diventerà una commodity
    4. nascerà "internet of behavior", che proporrà nuovi stili di consumo e di vita; 
    5. per i consumatori ci saranno vantaggi:
      1. migliore affidabilità dei servizi;
      2. riduzione del costo;
      3. nuovi servizi;
      4. nuovi stili di consumo
  7. Il futuro è già qui, oggi
    1. il traffico è monitorato in continuo (caso TOM TOM) e l'informazione può essere data ai guidatori; 
    2. ogni 2 minuti TOM TOM offre ai suoi clienti il traffico di prossimità aggiornato, permettendo percorsi alternativi, calcolati e presentati automaticamente; 
    3. la base informativa in Europa di TOM TOM è costituita da 500.000 apparati proprietari connessi e da alcune decine di milioni di dati di movimento forniti dalla rete GSM di VODAFONE; 
    4. TOM TOM offre sul dashboard  dei suoi apparati indicazioni per migliorare la sicurezza della guida ed i consumi; 
  8. Gestione del traffico con droni, palloni aerostatici, dirigibili
    1. oggi circolano 1 miliardo di veicoli; 
    2. droni e altri apparati volanti possono monitorare con continuità nodi di traffico, individuando, con riconoscimento automatico delle immagini, i veicoli, le loro traiettorie, distanze reciproche (rischi di collisione) e velocità; 
  9. La transizione verso la driverless car
    1. dal 2020 il 75% delle auto sarà dotata di sistemi di connettività V2X; 
    2. già oggi i sistemi di aiuto alla guida, denominati ADAS, sono molti e molto efficaci (distanze di sicurezza, guida con radar di controllo, parking automatico); 
    3. la connettività passerò dallo smart phone a sistemi "embedded" nelle auto; 
    4. si stanno sviluppando sistemi informativi "context aware"
  10. Radio digitale
    1. il luogo di maggior consumo è l'automobile; 
    2. il broadcasting costa pochissmo per punto di contatto; il broadband è costosissimo; le due tecnologie possono coesistere; 
    3. la RADIO è un media gratuito, non "premium"; 
    4. 80% delle autostrade italiane è coperto da radio digitali; 
    5. la radio digitale permette l'ascolto in galleria; 
    6. l'acronimo di radio digitale è DAB; è il futuro; la FM è come un "cibo scaduto"; 
  11. Il futuro dei droni
    1. il problema oggi più sentito è la sicurezza di chi sta a terra; 
    2. le leggi degli Stati stanno diventando sempre più restrittive per i droni; 
    3. ENAC sta preparando una regolamentazione che costringerà i droni alla installazione di un autopilota, come negli aeroplani; il costo aumenterà significativamente; 
    4. per affrontare le nuove regolamentazioni si svilupperanno droni sotto i 300 grammi di peso, che non avranno bisogno di autopilota; 
    5. oggi i droni sono "CIECHI" rispetto all'ambiente perché sono guidati a vista da un operatore (legge italiana) o da GPS; 
    6. si stanno sviluppando droni con occhi ed orecchie per una consapevolezza del contesto; 
    7. si stano sviluppando "stormi" di droni; 

Ora qualche informazione tratta dalla tavola rotonda Mobilità 4.0:

  1.  Tutti i costruttori stanno lavorando sulla connettività delle automobili, seguendo diversi filoni tecnologici, perché non è chiaro quale potrà essere la tecnologia vincente; 
  2. la principale fonte di ricavo sarà il SERVIZIO esterno; il Cliente NON vuole pagare l'infrastruttura interna di connettività; 
  3. il training del Cliente sull'uso ottimale delle auto con le nuove tecnologie (es. motore elettrico) è un fattore chiave di scelta del compratore e di fidelizzazione; 
  4. non ci sono ancora standard per l'auto del futuro driverless; 
  5. la quota di elettronica nell'auto, già oggi rilevante, aumneterà ancora nel periodo 2016-2020; 
  6. le esigenze dei veicoli commerciali ANTICIPANO le esigenze delle automobili (caso FEBUS ed HITV !); 
  7. il cambio di paradigma per l'auto è introdotto dalla CONNETTIVITA'
  8. la convenzione di Vienna impedisce oggi, dal punto di vista delle LEGGI, di passare alla vettura "driverless"; 
  9.  i trend tecnologici comporteranno: riduzione del peso del veicolo; aumento della sicurezza; aumento della sostenibilità; 
  10. aumenterà il numero di autodromi per gli appassionati della guida veloce, a causa delle pesanti limitazioni al traffico privato; è quello che sta succedendo in USA; 
  11. la complessità del veicolo è in aumento
  12. il "car sharing" modificherà l'architettura del veicolo verso modelli spartani; esempio: minore/nulla personalizzazione; 
  13. l'industria dell'AUTO è lenta, è resiliente; ci vorranno molti anni per cambiare modello di business; 
  14. ci sono spazi per l'innovazione incrementale, specie per la sicurezza; il caso AQUAPLANING è significativo: ad oggi non c'è ancora la soluzione tecnologica, anche se al Politecnico di Torino è stato sviluppato un prototipo innovativo che è il "tecnologi proof".

HITV: un concept per cambiare il lavoro dei Team viaggianti sui veicoli speciali

Uno straordinario gruppo di innovatori italiani ha dato vita ad una iniziativa d'internazionalizzazione con target il Brasile. Qui le loro immagini e profili. L'iniziativa si chiama BRIT. Il primo progetto si chiama FÉBUS (FÉ in brasiliano vuol dire fiducia). L'offerta si esprime attraverso diverse innovazioni che si materializzano in un veicolo speciale , con equipaggio a bordo, che funziona come un "laboratorio mobile di diagnostica di edifici e di aree urbane". Ecco il visual di FÉBUS

La domanda che i progettisti si sono posti è stata: come possiamo trasformare l'equipaggio, localizzato in Brasile nell'area da rilevare, in un equipaggio con tutte le competenze necessarie di post-processing, come l'elaborazione 3D degli edifici e delle aree urbane attraverso droni e laser scanner; e la capacità diagnostiche sui materiali con le migliori conoscenze del made in italy del restauro?

La risposta è stata il design di una piattaforma digitale, installata sul veicolo, con queste quattro capacità:

  • connesssione always on con il back office in Italia e Brasile e con i partner ovunque localizzati
  • web cam indossabili e connessione video ad alta definizione
  • voce aumentata, ossia soppressione del rumore
  • applicazioni collaborative locali e remote.

E' nato HITV che significa: High Integrated TEAM & Vehicle. Lo schema a blocchi che segue ne dà una mappa concettuale. 

La nuova manifattura: dal digitale al fisico. Innovazione radicale.

 

 

C'è oramai un gran parlare ed un grande scrivere a proposito di stampanti 3D. L'ultima notizia arriva dalla Barilla che sta sperimentando con l'olandese TNO di Eindhoven una stampante 3D di cibo, per "stampare" la pasta che vuoi al ristorante e..mangiarla subito dopo. Ecco il videoclip del TED, in cui il ricercatore Kjeld van Bommel racconta che cosa sia e possa diventare la stampa 3D del "cibo":

Se vogliamo fare una riflessione più ponderata e vedere, immaginare, ciò che sarà possibile fare nei prossimi 3-5 anni e poi sul lungo termine, allora dovremmo capire innanzi tutto la rivoluzione del 3D, che avviene in primis nel mondo digitale, e poi chiederci quali visioni e strategie dovremmo mettere in atto.

Ci sarà davvero una nuova manifattura? Perchè i paesi occidentali da almeno vent'anni inseguono un mondo fatto di solo terziario? E l'Italia ha davvero abbandonato la manifattura? 

Per avviare un ragionamento vi propongo questi tre punti:

1. La rivoluzione del 3D: è appena iniziata. "C'era una volta" il rendering (ricordate il film "Guerre stellari"?), ossia il tridimensionale,  e si poteva animare un oggetto che nella realtà NON esisteva; poi è arrivato "Second life" in rete; intanto le grandi mutinazionali informatiche sviluppavano software sempre più realistici e dettagliati. Oggi la nuova frontiera è la "realtà aumentata"(sembra poter toccare gli oggetti sullo schermo). E la tecnologia 3D significa rappresentare la realtà fisica e collegare tutti i dati per inserire/connettere gli oggetti 3D nel contesto. Inoltre quei dati qualificano l'oggetto stesso: il materiale di cui è fatto, la possibilità di costruirlo;

2. La stampa 3D. Attraverso la rappresentazione digitale dell'oggetto riesco, applicando una tecnologia come la STAMPA 3D, a trasformare i bit in fisicità: un oggetto in resina, un utensile in metallo e perchè no, nel futuro, la pasta da mangiare! Oggi la frontiera dell'innovazione è costituita dalla dimensione degli oggetti fisici, da un lato, e dai materiali, dall'altro. Si va quindi verso oggetti sempre più grandi, in scala reale; e verso l'uso di nuovi materiali sempre più applicabili direttamente in sistemi complessi (edilizia, ad esempio) o che permettano l'utilizzo immediato (e sostitutivo di altri processi manifatturieri tradizionali) dell'oggetto. Racconta il prof. Stefano Micelli che "a Venezia c'è un'azienda di stampanti 3D che è in grado di produrre nell'arco di una giornata gioielli su misura, a piacimento del cliente. Al mattino li disegnano, al pomeriggio producono gli stampi in plastica, a sera realizzano il pezzo nel distretto orafo di Vicenza."

3. La manifattura nuova produce PIL e posti di lavoro aggiuntivi. La Confindustria afferma in un recente studio: "più manifatturiero, più PIL:il manifatturiero è la sala macchina della crescita. L'aumento di un punto percentuale del suo peso sul totale del PIL, innalza di 0,5 punti percentuali il ritmo di incremento annuo del PIL." La manifattura diventa un moltiplicatore economico. Dopo tanti anni spesi a dimostrare che è il terziario il motore dello sviluppo e indicatore della "modernità" di una economia…ecco che ricompare la manifattura. 

Ed allora possiamo condividere l'affermazione di Stefano Micelli sull'Italia ed il suo futuro: "Basta deprimersi, la manifattura può ancora fare la differenza".

La strategia della Francia nel manifatturiero…e l’Italia?

Galleria

Questa galleria contiene 4 foto.

Questo il messaggio strategico sul sito del governo: "Placer la France au premier rang de la compétition mondiale en réinventant son récit industriel, c'est l’objectif fixé le 12 septembre dernier par le président de la République. TGV du futur, hôpital … Continua a leggere

Collaborare per innovare: nuovi format e nuove piattaforme

Gli Stati generali dell'Innovazione (SGI) hanno promosso una "Consulta" con la partecipazione dei parlamentari italiani eletti recentemente, il 21 maggio, a Roma.

I 10+1 punti della carta di intenti per l'innovazione sono stati presentati attraverso proposte di legge elaborate da SGI. 

Uno dei punti era intitolato "Open Innovation" (OI). Due erano i messaggi chiave:

1. La relazione che oggi conta, perchè è quella che produce innovazione subito, è tra il "Committente" che ha l'idea e vuole fare l'innovazione, e il "solutore" che ha la tecnologia necessaria allo specifico problema. Questa relazione integra, si aggiunge a quella ben nota tra "Università"/centri di R&S e Imprese, ove l'Università e la R&S sono considerate le uniche depositarie delle soluzioni. E' come percorrere una strada nelle due direzioni ! OI è come andare "dal problema alla soluzione"; la Ricerca/Università è come andare "dalla soluzione al problema."

2. Per trovare le soluzioni è necessario far incontrare la "domanda" (il problema) con "l'offerta" (la soluzione) e ciò oggi è abilitato dalle piattaforme di collaborazione digitali. Queste piattaforme assomigliamo molto a social network, più strutturati di quelli che primeggiano sul mercato, come Facebook. Non è sufficiente una piattaforma digitale, occorre anche una relazione, assistita e facilitata; occorre un "format", cioè una esperienza che crei fiducia, relazione, flusso di comunicazione.

Perchè la politica deve recitare la sua parte in questa rivoluzione copernicana ? Perchè è sul territorio che si creano le maggiori opportunità; e il territorio da cui si parte è la Regione.

Alla Regione spetta la responsabilità di creare le condizioni favorevoli all'innovazione, specie per le PMI; la piattaforma, anzi il "format" collaborativo dovrebbe essere lanciato e sostenuto dalla Regione.

Questa è la prossima sfida per sostenere la trasformazione del manifatturiero italiano, con la finalità della internazionalizzazione e della riconquista della competitività.

Le 84 tecnologie per innovare prodotti e processi: 100 innovatori scrivono un libro per il futuro dell’Italia

AIRI, l'associazione italiana per la Ricerca Industriale ha presentato oggi 30 gennaio, a Milano, un poderoso rapporto scritto da 100 innovatori e ricercatori delle grandi aziende italiane che identifica le 84 tecnologie che possono permettere all'Italia di innovare prodotti e processi e guadagnare in competitività, occupazione e sviluppo.

La straordinarietà di questo lavoro è la collaborazione tra grandi aziende, qualche volta anche in concorrenza, per generare scenari di futuro per il nostro Paese. Ogni settore è presentato attraverso lo scenario italiano, europeo e mondiale. Ogni azienda ha contribuito esprimendo le proprie esigenze e le proprie priorità di sviluppo, identificando e condividendo le tecnologie chiave, in parte possedute ed in parte da sviluppare.

Per ora sono stati toccato 8 settori: 

  1. Informatica e telecomunicazioni
  2. Microelettronica e semiconduttori
  3. Energia
  4. Chimica
  5. Farmaceutica e biotecnologie
  6. Trasporto su strada, ferro e marittimo
  7. Aeronautica
  8. Beni Strumentali 

AIRI ha pubblicato un libro di circa 600 pagine con i dettagli.

Qui di seguito trovate le relazioni della giornata:

Agenda della giornata

Introduzione alle tecnologie prioritarie

Indice del libro AIRI "Tecnologie prioritarie"

Le tecnologie abilitanti (KETS)

Settore ENERGIA

Settore Microelettronica

Settore PHARMA e BIOTECH

Settore Chimica

Innovation case: GLICEROLO

Innovation case:  Micro e nano fibre di seta

 

 

 

 

World Economic Forum: fonte primaria di informazione su ICT

Il World Economic Forum è una fonte primaria di informazioni anche per le tecnologie. Qual è la sue missione ? The World Economic Forum is an independent international organization committed to improving the state of the world by engaging business, political, academic and other leaders of society to shape global, regional and industry agendas.”

La scuola per il Management INSEAD è il partner di WEF per analizzare lo stato dell’arte dell’Information technology nel mondo. Questa analisi è fatta annualmente e misura tre fattori: environment, readiness e usage. Nel 2012 è stato aggiunto un quarto fattore ed è “Impact”: si vuole capire quali siano gli effetti concreti sulla vita delle persone, sull’economia, sui domini di utilizzo. Ad esempio nel caso delle tecnologie informatiche utilizzate nelle scuole le domande per misurare l’impatto sono: come e quanto cambia la didattica, come e quanto cambia l’apprendimento degli studenti.

Nella intervista si apprende che nel ranking di 142 Paesi i primi tre sono Svezia, Singapore e Finlandia.